Come rilevato dalla Banca d’Italia, a fine 2024 gli investment certificates in circolazione nel nostro Paese ammontavano a circa 85 miliardi di euro, detenuti per il 65% dalle famiglie, rappresentando il secondo titolo di debito nei portafogli dei risparmiatori italiani dopo i titoli di Stato. Un mercato in costante crescita, tanto nelle nuove emissioni quanto negli scambi sul mercato secondario, che ha reso l’Italia il principale mercato europeo per volumi negoziati. Si tratta tuttavia di derivati esotici, la cui struttura, caratterizzata da barriere, cedole condizionate, effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato, rende difficile stimarne il fair value e, di conseguenza, i costi impliciti per l’investitore.
Jensen nasce da un’attività di ricerca dedicata proprio a questo tema. Un framework di valutazione Monte Carlo basato sul modello SVCJ, sviluppato a questo fine, stima ogni giorno il fair value di ciascun certificato e lo confronta con i prezzi di emissione e di mercato, consentendo un’analisi sistematica delle politiche di pricing degli emittenti e abilitando confronti tra le diverse strutture di payoff. Questa base informativa, aggiornata quotidianamente, è resa disponibile per contribuire alla trasparenza del mercato.
Alla ricerca si affianca un contributo operativo: una suite di strumenti quantitativi, per molti aspetti inediti, per la selezione dei certificati e il monitoraggio del portafoglio, dalle analisi probabilistiche dei payoff agli stress test interattivi. Strumenti nati dalla passione per i prodotti strutturati e pensati per chi la condivide.
Fonti: Banca d’Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria, n. 1, aprile 2025; ACEPI; EUSIPA.